Riforme relative alle prefetture italiane
Le prefetture sono gli organi di rappresentanza del Ministero dell’Interno a livello locale, esse operano nel contesto della provincia attraverso una Conferenza Permanente, la commissione con potere esecutivo formata dallo staff del Prefetto, che ne è il direttore.
Regolamentazioni delle prefetture
Gli scopi e i compiti delle prefetture sono stati stabiliti e poi revisionati attraverso alcuni decreti legislativi nel 1999 e nel 2004. Nel 1999 le prefetture vengono rinominate “Ufficio territoriale di Governo” (UTG), conservando le precedenti competenze e assumendone di nuove. Nel 2004 vengono di nuovo riorganizzate sotto la denominazione di “Prefetture UTG”e viene stabilita la presenza della Conferenza Permanente, costituita dai dirigenti regionali e presieduta dal Prefetto. In questo modo è possibile mettere in contatto diretto il Ministero con le realtà locali per coordinarne le azioni congiunte. Il decreto del 1999, conosciuto anche come “Riforma Bassanini”, col cambio di nome non prevedeva la cancellazione delle prefetture, ma una riorganizzazione più funzionale. Attualmente i compiti delle prefetture si riassumono in cinque punti: ordine pubblico e sicurezza, autonomie locali e affari elettorali, sanzioni amministrative, immigrazione e diritti del cittadino, protezione civile; vi si aggiungono la lotta contro mafia, estorsione e usura.
La Riforma Bassanini
E’ il nome con cui è più noto il decreto legislativo 300 del 1999, in materia di amministrazioni locali. La Riforma riduce il numero dei Ministeri, concede maggiori autonomie agli organi locali (regioni e province) e trasforma le prefetture in UTG, incaricati di coordinare le attività delle amministrazioni periferiche con il Viminale. Per migliorare ulteriormente le loro prestazioni nel 2004 vengono implementati i poteri delle prefetture e viene aggiunta la Conferenza Permanente. Lo scopo di un tale organo è quello di velocizzare la risoluzione dei problemi attraverso il rapporto diretto fra gli amministratori locali e il rappresentante dello Stato, cioè il Prefetto. Con la messa in pratica del federalismo fiscale (2009), aumentando l’autonomia degli enti regionali e provinciali, anche le prefetture avranno maggiori poteri a livello locale, tuttavia probabilmente questo ruolo verrà nuovamente rivisto nella manovra finanziaria del 2011, che prevede una riduzione del numero delle province.
Illustrazione: snake_xenzia – Fotolia


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